Vocazioni nate nel silenzio: così suor Chiara Damiana ha aperto il cuore alla speranza

Nella festa della Presentazione della Madre di Dio al Tempio e nella Giornata Pro Orantibus (21 novembre) la testimonianza di una Sorella Povera di Santa Chiara e della sua Abbadessa. Suor Chiara Damiana prima di entrare a far parte delle Clarisse è cresciuta nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Turro e la ricordiamo con affetto nella nostra preghiera.


Suor Chiara Damiana, delle Sorelle Povere di Santa Chiara, vuoi raccontarci il giorno della tua professione?

Il 12 ottobre è stato il giorno della mia professione temporanea, un giorno atteso perché arrivato dopo tanti anni di cammino e discernimento vocazionale, e dunque frutto di tante esperienze, sentimenti, desideri. Come raccontare tutto? Provo a dire qualcosa in semplicità e nella consapevolezza che il ricordo di quel giorno è ancora fresco e suscita in me emozioni di gioia.
Il momento della professione è stata l’occasione per dire ad alta voce alle persone presenti e a tutte coloro che mi sono vicine nella preghiera che il Signore, con la sua Parola, è sempre stato per me compagno fedele, premuroso, incoraggiante ed è dunque amico fidato per cui sono disposta a compromettermi e a camminare. Santa Chiara ha scritto: «Grande è il dono della nostra vocazione» e, dunque, il “si” che ho pronunciato è stato semplicemente l’accoglienza di un dono da parte del Signore.


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