Fratel Fabio Patt, missionario comboniano cresciuto a Turro, ha mandato il suo messaggio di auguri alla Comunità Pastorale Marta Maria e Lazzaro: nella riflessione ci racconta della preparazione del Natale nelle Filippine. Il 16 dicembre è la giornata che segna l’inizio della “Messa del Gallo”, a cui segue una pesca di beneficenza grazie alla quale vengono finanziate le attività per i più bisognosi.
Carissimi tutti,
Qui nelle Filippine è cominciata questa mattina (16 dicembre) la speciale novena di preparazione al Natale chiamata “Messa del Gallo”, perché la celebrazione eucaristica deve terminare prima che si veda il chiarore del giorno. Nella nostra cappella la Messa comincia alle 4:30 del mattino.
Questa è una tradizione molto sentita dai filippini e tutti cercano di partecipare, visto che una credenza popolare assicura che se si riesce a completare la partecipazione a tutte e nove le s. Messe, si otterrà dal Signore la grazia richiesta. Per questo motivo, la gente comincia ad arrivare in chiesa già un’ora prima dell’inizio della celebrazione così da essere sicuri di avere un posto a sedere.

Ovviamente, il vero motivo per cui si dovrebbe partecipare è quello di prepararsi spiritualmente ad accogliere il Signore Gesù che, ancora una volta, viene tra noi per ridare speranza, portare pace, risvegliare la fede e
accendere nel cuore la vera gioia che solo in Lui possiamo trovare!
Purtroppo, in questo periodo di Avvento molto tempo ed energie sono dedicate ad altre preparazioni: fare il presepe, addobbare la casa, impacchettare regali, pianificare il pranzo di Natale, ecc. Qui da noi, poi, si
aggiunge anche la partecipazione a vari “Christmas Party” (con gli amici del gruppo sportivo, in ditta e/o in ufficio, con i compagni di classe –anche quelli delle elementari o di università, ecc.) con altri regali, canti e/o giochi e tante altre cose da preparare…
In mezzo a tutto questo trambusto, è facile dimenticare che Gesù è la ragione per cui celebriamo il Natale e che le altre cose dovrebbero essere solo una parte secondaria di questa festa (giustamente, una canzone di Natale in
lingua inglese ci ricorda che “He is the reason for the Season!”).
Cosa fare dunque?
Forse possiamo seguire l’esempio di un umile pastorello che, dice una leggenda, dopo l’annuncio dell’angelo andò con gli altri pastori a far visita a Gesù Bambino. Ciascuno portò un dono da offrire (del latte, un po’ di
formaggio, un po’ di lana grezza…) ma lui, povero com’era, non aveva proprio nulla da poter regalare al piccolo Gesù. E così, quando fu il suo turno di prestare omaggio al Bambinello, non poté che stendere le braccia
e le due mani vuote.
Con grande sorpresa e ammirazione dei compagni (che fino a quel momento lo avevano deriso per la mancanza di un dono e non volevano nemmeno che andasse con loro per non far fare brutta figura a tutto il gruppo!).
Maria prese il Bambino e glielo pose fra le mani perché lo cullasse un po’…
È bello preparare regali e farne dono agli altri (a volte ci fa sentire importanti e utili…). Ma Dio non ha bisogno delle nostre cose: ciò che Gesù vuole da noi questo Natale sono solo due mani vuote ed un cuore umile per accogliere con fede Lui ed i Suoi doni di speranza, pace, gioia e serenità di cuore!
A tutti voi i miei più cari auguri per un Santo Natale ed un felice Anno Nuovo con il Signore nel cuore!!


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