Ma che musica, Maestro!

Ma che musica, Maestro!

Emanuele Vianelli, Martino Lurani Cernuschi e Davide Zanasi: questi i nomi dei tre organisti che hanno preso parte alla prima rassegna organistica della parrocchia S. Maria Assunta in Turro. Prima rassegna… di una lunga serie! Vista l’affluenza, credo sia inevitabile aspettarsi altri eventi in futuro, come per altro già accennato durante l’ultima serata da Davide Guarnieri, uno dei parrocchiani che hanno reso possibile questa triade di esibizioni musicali.

Avendo preso parte a ciascuno dei concerti sono stato colpito da due cose in particolare: la prima, che forse potrebbe apparire secondaria poiché non direttamente connessa alle esibizioni, è la potenza del passaparola. Difatti, dopo la prima serata, l’entusiasmo per quanto ascoltato è stato così travolgente da contagiare molte altre persone, tanto che si è potuto osservare un crescendo nelle presenze in chiesa. Inoltre, se all’inizio i presenti erano per la maggior parte degli habitué della nostra comunità, col passare del tempo le panche si sono popolate anche di volti meno noti, alcuni dei quali non sembravano essere assidui frequentatori di luogo di culto. Nel pomeriggio del 7 febbraio, giorno dell’ultimo concerto, mi è addirittura capitato di sentire, camminando per le vie di Turro, un uomo sulla trentina che, parlando al telefono, spiegava che quella sera si sarebbe dovuto sbrigare per essere in chiesa per tempo. Credo perciò di non esagerare affermando che l’entusiasmo per quanto ascoltato si poteva respirare per le strade del nostro quartiere. Da qui nasce spontanea una considerazione: magari come cristiani fossimo sempre animati da uno slancio tanto coinvolgente!

La seconda cosa che mi ha colpito sono, invece, i colori del nostro organo. Che i nostri “vecchi” ci avessero dotato di un buono strumento era fuori di dubbio (per la cui storia rimando alla parte finale del seguente articolo): difatti quest’ultimo, escluso il periodo del recente restauro, è sempre riuscito a svolgere egregiamente il suo compito in tutte le nostre celebrazioni. Tuttavia, se durante le messe l’attenzione, com’è giusto che sia, è spesso rivolta ad altro, questi concerti ci hanno fatto apprezzare la potenza, la delicatezza e la versatilità del nostro “Costamagna”.

Un ringraziamento speciale va perciò al maestro Emanuele Vianelli che ci ha fatto assaporare tutta la varietà dei registri del nostro organo, dall’oboe alle campane tubolari. E che ci ha fatto commuovere con la soavità di Bach, Yon e Guilmant, al quale, per altro, come abbiamo potuto ascoltare, si deve la paternità di una splendida versione dell’Adeste fideles.

Un altro grazie, invece, è dovuto al maestro Martino Lurani Cernuschi, che attraverso la sua improvvisazione ci ha fatto compiere un viaggio nella storia della musica d’organo, partendo dalle tonalità più classiche e sacrali, ed arrivando a quelle più profane e movimentate: chi si sarebbe aspettato, per esempio, che il nostro strumento avrebbe potuto suonare le melodie di Mary Poppins?

Infine, dobbiamo ringraziare il più giovane di questa triade di maestri, ossia il modenese Davide Zanasi, il quale, fra le altre cose, con le note delle “Images de Paris” di Julien Bret, ci ha fatto immergere nell’atmosfera di alcuni dei luoghi più significativi della capitale francese, dalla movimentata Gare Saint-Lazare, in cui si poteva ascoltare distintamente il fischio dei treni, alla grandiosità della Tour Eiffel, dalla quale sembrava di poter scorgere, attraverso dei sinuosi giri di valzer, il vasto panorama della Ville Lumière.

In conclusione, però, credo che sia doveroso fare un grande applauso al nostro organo, il quale, come ricordato dal nostro parroco, sembra essere l’immagine della nostra comunità: molti sono i registri, molte le differenze di suono, ma se guidate dalle sapienti mani del più grande dei maestri, che è lo Spirito Santo, esse possono rivelare e produrre armonie sorprendenti in grado di affascinare tutti coloro che hanno la fortuna di ascoltarne la musica.

Emanuele Lietti

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