In cammino con cinque pani e due pesci

Dal Vangelo secondo Marco (6, 30-44)

30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. 32Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. 34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 35Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; 36congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare”. 37Ma egli rispose loro: “Voi stessi date loro da mangiare”. Gli dissero: “Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?”. 38Ma egli disse loro: “Quanti pani avete? Andate a vedere”. Si informarono e dissero: “Cinque, e due pesci”. 39E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. 40E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. 41Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. 42Tutti mangiarono a sazietà, 43e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. 44Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.


Un modo diverso di lavorare insieme

Partendo dall’immagine del Vangelo di Marco in cui avviene uno dei miracoli più famosi di Gesù, il 4 e 5 marzo 2023 abbiamo inaugurato con il primo workshop “5 pani e 2 pesci” il cantiere di riflessione e co-progettazione sul futuro della nostra Comunità Pastorale, desiderosi di diventare una Chiesa sempre più al passo con tempi, linguaggi e bisogni di questo mondo così complesso.

Diciamocelo con sincerità: qualche volta nelle nostre comunità siamo abituati a riunioni parrocchiali infinite, dove spesso si dicono un sacco di cose belle ma non si conclude mai nulla. Per questo a marzo abbiamo provato la formula del workshop, che permette un reale coinvolgimento dei presenti, esplorando bisogni e possibili soluzioni con metodologie creative alla portata di tutti.

La prima edizione del workshop

Come è andato questo primo esperimento? In estrema sintesi: molto bene!
Abbiamo ascoltato, dialogato, disegnato e sintetizzato alcune strade per camminare insieme, partendo da quei “5 pani e 2 pesci” che, quando messi a disposizione con fiducia nell’opera del Signore, possono portare nutrimento anche al nostro territorio di Turro e Gorla. L’arcivescovo Mario Delpini ci aveva esortato a questo “camminare insieme” nella sua visita pastorale a ottobre 2022, e non è un caso che tutta la Chiesa cattolica stia cercando in questo periodo di trovare nuovo slancio per abitare il mondo e annunciare il Vangelo di Gesù con l’importante percorso sinodale iniziato nel 2021.
Il laboratorio di marzo è stato perciò un passo concreto e tangibile di un cammino realmente sinodale nella co-progettazione della Comunità Pastorale che andremo a costituire nel territorio di Turro e Gorla. Alcuni facilitatori della nostra comunità ci hanno aiutato a mettere a fuoco i bisogni dei fratelli e delle sorelle che abitano i nostri quartieri, persone con cui costruire relazioni, e i luoghi reali – fisici e digitali – in cui abbiamo l’occasione di creare queste relazioni.

Ci siamo conosciuti con quasi 80 operatori pastorali e abbiamo scoperto quanto di buono esiste in quello che facciamo a S. Maria Assunta, S. Domenico Savio, S. Teresa del Bambin Gesù e S. Basilio. Abbiamo lavorato su come noi operatori percepiamo le nostre parrocchie e il mondo esterno.  Accanto a tanti punti di forza, sono emersi con consapevolezza anche elementi che connotano la nostra comunità in maniera troppo fredda e distante: sono sicuramente aspetti da migliorare per presentarsi in futuro come una comunità accogliente.

Voi stessi date loro da mangiare

I tavoli di lavoro hanno continuato il percorso di progettazione creativa mettendo nuovi “occhiali” e guardando la Chiesa dal punto di vista di chi sta fuori e può aver bisogno di noi. Abbiamo scritto tante micro-storie, vicine a quello che tutti i giorni accade nel nostro territorio, e abbiamo intuito che partendo da questi bisogni dobbiamo metterci in gioco corresponsabilmente, laici e consacrati, per offrire nutrimento. Ecco allora il senso del riferimento evangelico dei 5 pani e 2 pesci, quel “Voi stessi date loro da mangiare” che suona quasi una provocazione, ma diventa invece un invito a non rimanere indifferenti di fronte alle sfide della Chiesa in questi tempi complessi. Quel poco che abbiamo da condividere – tra mille fatiche, impegni e ritmi serrati – va condiviso, con generosità, altrimenti non avviene nessun miracolo.
Abbiamo ricevuto tantissimi feedback rispetto al lavoro fatto insieme, soprattutto sull’importanza di non disperdere energie positive e disponibilità messe in campo da parte della stragrande maggioranza. Questo team di progetto ha lavorato per sintetizzare e mettere nero su bianco alcune intuizioni, tracce di lavoro per i prossimi anni a disposizione di tutti gli operatori pastorali.

Erano circa cinquemila uomini

Mentre lavoravamo ad una restituzione, abbiamo provato a organizzare un nuovo workshop prima dell’estate, per cercare di fare un affondo su un tema importante emerso nitidamente al primo laboratorio, che riguarda trasversalmente tutti i gruppi e le realtà delle nostre parrocchie: dai ragazzi del catechismo agli anziani, dalle giovani coppie agli adulti single.
È il tema della comunicazione. Volevamo entrare nel vivo di quello che possiamo cambiare e migliorare rispetto alla comunicazione al nostro interno e soprattutto verso l’esterno, verso le persone a cui vogliamo annunciare la Buona Notizia.
Purtroppo l’adesione al secondo workshop previsto per il 10 giugno 2023 è stata molto al di sotto delle aspettative, portandoci ad annullare l’appuntamento. Questa scelta ci invita a riflettere ulteriormente.

L’ingresso di San Giovanni Crisostomo e i prossimi step

Quest’estate il nostro Vescovo ha comunicato che anche la parrocchia di San Giovanni Crisostomo farà parte di questa comunità, che inizierà ufficialmente nel mese di novembre 2023.
Che nome daremo alla nostra Comunità Pastorale? Come ci organizzeremo con cinque parrocchie per armonizzare quanto di bello già esiste nelle nostre comunità? Come affrontare eventuali lacune e difficoltà che esistono in qualche parrocchia?
Senza farci prendere dall’ansia e confidando invece nello Spirito che agisce con noi e in noi, è bene fissare qualche appuntamento comunitario per vivere questi due mesi di preparazione all’inizio effettivo della Comunità Pastorale, approfondendo la nostra conoscenza reciproca e provando concretamente a fare qualche passo ulteriore.

Dodici ceste piene

Per questi motivi, invitiamo tutti i collaboratori e tutto il popolo di Dio che vuole sentirsi parte di questa comunità a partecipare a due appuntamenti:

  • SABATO 16 SETTEMBRE 2023 dalle 10:00 alle 13:00
  • DOMENICA 22 OTTOBRE 2023 dalle 16:00 alle 19:00
    presso la parrocchia di S. Basilio in via P. Magistretti, 1 a Milano

Con lo stesso metodo di co-progettazione del workshop di marzo, andremo a dare un occhio al calendario delle attività pastorali, coordinandoci con tutte le diverse realtà. Come possiamo infatti definirci comunità se non sappiamo quello che fanno gli altri?
Inoltre, lavoreremo insieme sulla nuova identità della Comunità Pastorale, a partire dal nome che proveremo a definire insieme.

Guardiamo alla sovrabbondanza dei doni che il Signore ci sta donando: dodici ceste piene, da custodire e con cui continuare a nutrire questo mondo. Sentiamoci parte di questo processo, con il coraggio di mettere in discussione le modalità con cui abbiamo sempre dato il nostro contributo in parrocchia: abbiamo da condividere ancora oggi una Buona Notizia straordinaria.

Come ci ricorda il Papa, dobbiamo “essere lievito nella pasta del mondo. Insieme possiamo e dobbiamo porre gesti di cura per la vita umana, per la tutela del creato, per la dignità del lavoro, per i problemi delle famiglie, per la condizione degli anziani e di quanti sono abbandonati, rifiutati e disprezzati”. (cfr. Omelia per la S. Messa nella festa dei SS. Pietro e Paolo, 29 giugno 2022)

La Comunità Pastorale che stiamo costruendo con S. Basilio, S. Teresa, S. Domenico, S. Maria Assunta e S. Giovanni Crisostomo sia davvero specchio di quella Chiesa in uscita che Papa Francesco ci sta facendo conoscere!

Coraggio, allora! Siamo consapevoli che il lavoro di costruzione della Comunità Pastorale sarà lungo e qualche volta faticoso. Ma non siamo soli, se condividiamo i nostri pani e i nostri pesci, con cui il Signore potrà sfamare quanti lo cercano. Davvero, tra Turro e Gorla, ci sono donne e uomini affamati e in cerca di Dio!

don Giuseppe – Emanuele I. – Gabriele M. – Maria Grazia F.

PS: Vuoi dirci qualcosa in merito? Vuoi entrare nel team di progetto? Scrivici: 5pani2pesci@chiesaturrogorla.it 

Commenti

  1. Gianni Salvini30.08.2023

    Coraggioso e apprezzabile il tentativo di costruire una unità che non sarà certamente facile. Io ci sono. (S.G.C.)

    Rispondi
    1. Mauro Stefano Michele02.09.2023

      Grazie, Gianni. Personalmente sono particolarmente interessato alla questione della nuova denominazione.

      Rispondi

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